Ariane Louis-Seize
… Soy un drácula ye-yé que a nadie asusto
Si no tiemblan ante mí no me disgusto
Soy un vampiro genial que nada chupa
Aunque después me dirán que estoy chalupa …
Anche i vampiri devono diventare grandi.
Lo sa Sasha, che è una vampira con un problema: è troppo sensibile. Alla festa dei suoi sette anni, anziché spegnere le candeline, dovrebbe soffiare la vita dell’ ignaro clown ingaggiato per l’occasione, ma i canini non le escono. Diagnosi: troppa empatia. Le vittime le ispirano compassione. Per una sessantina d’anni i genitori le procurano sacche di sangue da sorbire con la stessa disinvoltura con cui noi ciucciamo un brik di Estathé, finché una notte s’incazzano e decidono che Sasha deve essere autosufficiente. La affidano alla scafata cugina Denise perché la figlia possa essere autonoma e cacciare. Tutto fila male, finché a una seduta di Suicidi Anonimi, Sasha non incontra lo sfigatello bullizzato Paul, che ha un solo desiderio: morire.
Grazie a iwonderfull, costola di Amazon Prime (e alla dritta di @il_mondo.dell_incubo) possiamo gustarci questa dark comedy targata Québec – e premiata a Venezia 2023- dal titolo acchiappone che riassume perfettamente il film in una frase. Con un titolo così, che faix, non lo guardi? Ambientato in un Québec autunnale e notturno che dà subito il mood al film, questa vampira umanista è come il piatto tipico di quel paese: una poutine. In sostanza, patatine fritte servite con sugo di carne o pancetta e gocce di formaggio fuso. Uno snack interessante (l’ho assaggiato), con diversi sapori familiari.
L’idea di commedia di Dracula padre figlio, condita con l’atmosfera cinico-scazzata degli adolescenti di The end of the fu***ng word e una spruzzata di reality vampire alla What we do in the shadows. Umorismo nero, che fa sorridere più che ridere a vedere le dinamiche della famiglia di vampiri, fra un padre convinto che sia solo una fase passeggera e una madre esasperata, una zia cinica e la cugina scafata e annoiata di vedersi sbolognare il praticone di una cugina inetta. A chi non è capitato, con o senza canini? Anzi, magari sono serviti a farli crescere…
Sasha (Sara Montpetit), è una vampira lunare e tenera con frangia e brick di plasma, che suona la pianola in strada, preferendo isolarsi e che proprio non riesce a cacciare. Sembra una versione in sedicesimo della vampira in chador di A girl walks home alone at night, ma con più paturnie e complessi. Paul (Félix-Antoine Bénard) invece è un adolescente prototipo, incastrato da incomprensione e voglia di solitudine, perfetto per il ruolo. Le regole vampiresche (sole, croci e compagnia bella) passano in secondo piano, preferendo l’aspetto di rapporto da (e tra) adolescenti, vera morte dell’anima e camera oscura , non solo per i vampiri ma anche per i mortali…Altri temi restano accennati ma nell’insieme un prodotto da consumare una tantum, come la poutine, che anche Sasha ad un certo punto vorrebbe mangiare… Qualcuno vuole un morso?
Consigliato.

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