sabato 7 marzo 2026

SCREAM 7 (2026)

 

 


 

 

A movement is accomplished in six stagesAnd the seventh brings return

 

Kevin Williamson

 

Il settimo conduce al ritorno.

Ho usato un’oscura citazione dei Pink Floyd dell’epoca in cui Syd Barrett pucciava i suoi versi nell’acido e nelle luci psichedeliche dell’UFO Club, ma è molto calzante. La citazione, non LSD.

Ebbene, dopo la parentesi street legal di New York, dei capitoli 5 e 6, Ghostface torna a casa,

dritto da mamma Sidney Prescott (Neve Campbell) e dal suo secondo papà, Kevin Williamson.

Fra le tante coltellate che stanno per arrivare, quella più silenziosa è quella del tempo, trascorso ma non voglio fare il boomeraccio che l’ha noleggiato in VHS eccetera eccetera (non è vero, ci sono cascato), per cui, armato del mento volitivo di Neve Campbell vado all’attacco di questa recensione, tiè. Muori, muori boomer!

Seconda coltellata: le avventure di Ghostface in New York, saranno state pure indigeste a tanti fan, ma avevano il merito di allargare il quadro - Cazzo, Ghostface, sei grande puoi camminare in strada da solo! – così come le sorelle Carpenter interpretate da Melissa Barrera e da Jenna Ortega erano un ideale passaggio di testimone (anche perché Neve Campbell dopo un cameo nel quinto film, nel sesto non compare per motivi di palanche), ma ecco che arriva il terzo affondo: tutti a casa. Prima partono i registi Bandinelli – Tyler, poi ai produttori parte l’embolo quando la Barrera fa delle dichiarazioni pro-Gaza, per cui un bel ciaone anche a lei, e Jenna Ortega…Beh sì fa due conti, vede che può lavorare solo diMercoledì( battuta penosa ma non ho resistito) e quindi i produttori in modealità fratelli Duke sul lastrico, staccano l’assegnino a Neve Campbell e l’unico altro uomo che poteva far ritornare il killer munchiano:Kevin Williamson, co-autore del primo Scream, che all’epoca aveva il titolo di lavorazione di Scary Movie, ceduto poi al franchise sulle parodie horror che perculavano fra tutti, proprio Scream. Ma torniamo al Kev, che scrive la sceneggiatura e lo dirige, prendendo il posto dell’altro papà, Wes Craven che da lassù, avrà sorriso al piccolo omaggio nel prologo via telefono dei suoi film. Cosa decide di fare il nostro? Puntare al passato e fargli la gola per farne tabula rasa, per una Final Girl come Sidney costantemente braccata dal suo, di passato.

Il ritorno è inevitabile, come per gli anni passati.

Scream è il film dell’orrore che parla delle regole dei film horror. Quando è uscito ha codificato tutte le regole dei decenni precedenti, le ha shakerate in un mix che poi è servito a tutti quelli venuti dopo, compresi gli Scary movie scoreggioni, i quali han pensato bene di fare uscire il trailer del nuovo Scary proprio il giorno d’uscita di questo Ghostface e…coltellata a tradimento: vederlo è stata una botta di nostalgia: Aaargh, muori, boomer!

Dopo trent’anni cosa (si) può dire della saga? Gioca con le regole vecchie e si spruzza di nuove tecnologie come le videochiamate e l’AIper aggiornare la trama, cercando di fare un all-in con più personaggi del passato possibili, a partire dalla sempreverde Courtney Cox nei panni della reporter Gale Weathers.

Per cui, vai di prologo metanarrativo, dove la casa di Stu Matcher (ripassate, ragazzi) a Woodsboro è un museo dove due fidanzatini in visita finiscono molto male (ovviamente lei è bionda e la tradizione vuole una bionda sacrificale nei primi cinque minuti)e la magione va flambé. Il che è dichiarazione d’intenti, my friends.

Ci spostiamo a Pine Grove, dove Sidney, è mamma di tre figlie, è sposata col poliziotto del villaggio e gestisce una caffetteria. Il problema è che tra lei e la figlia più grande Tatum non fila tutto liscio. A mamma Sidney il fidanzato della pargola non piace, proprio in virtù del proprio passato, ma la figlia se può ci sta ancora di più, perché cazzo, mamma io non sono come te.

No, però il piano tariffario è lo stesso dal ’96, per cui ecco che a breve suonerà il telefono per Sidney e Tatum, e anche per quelli tutt’intorno a loro…Anche perché, in ossequio alle regole sono tutti sospettati. Chi si nasconderà sotto il cappuccio munchiano stavolta?

 

Il passato ritorna e questa volta è quasi scontro generazionale. Tutto parte da Sidney e tutto a lei ritorna. La nostra è scappata, ha affrontato il male, c’è ritornata, ha scritto un libro, è stata costretta a vivere il franchising della sua stessa tragedia con Stab, e se non è impazzita nel mentre, ha messo su due attributi così, per fare tabula rasa di tutti i maniaci emulatori. Nel complesso il film funziona, nonostante le critiche negative in fondo è ciò che si chiede alla saga è proprio questo. Il passato.

E tante coltellate, magari creative, come l’omicidio della ragazza durante le prove del saggio scolastico che è la migliore di tutto il film, con tanto di budella sparse sul pavimento.

Welcome back to mommy, Ghostface!

 

E a proposito di passato,  quello che sarebbe bello è formattare i sequel scartati e trasformarli in serie tv. Ma questa è una coltellata a cui non siamo ancora pronti.

Nessun commento:

Posta un commento

I PECCATORI (2025)

    ...Got my mojo workin', but it just won't work on you I wanna love you so bad, I don't know what to do...   Ryan Coogler  ...