sabato 26 aprile 2025

CONCLAVE (2024)

 

 

 

 

  ...Giungono a Roma con gran convinzione, venticinquemila preti da ogni nazione...

 

 

Edward Berger


Abyssus Abyssum invocat!

Come ve la cavate con il latino? Io maluccio, al liceo non l’ho studiato, ma mi sono ritrovato le sue locuzioni ad aspettarmi all’università tra una lex salica, un dies a quo e un corso di Diritto Canonico assolutamente opzionale, ma che mi ha fruttato un bel 27 sul libretto e che ho rispolverato in occasione della lettura bel romanzo di Robert Harris e dell’altrettanto valida trasposizione filmica, Conclave.

Così, ci accodiamo, - o meglio ci mettiamo in processione – fra Toto Papi e Vaticanisti da bar, per parlarvi del romanzo e del film, che al di là della recente scomparsa del Papa è schizzato in testa alla lista dei film più guardati in streaming.

Perché la Chiesa ha sempre il fascino di mistero del divino, con i suoi rituali e le sue tradizioni millenarie, nonostante gli “aggiornamenti di sistema” dei Concili Vaticani e di Encicliche Papali, che no, non sono le biciclette del Papa, e il Conclave è IL rito su cui la Chiesa decide su sè stessa, fra mistero e convenienza, ma anche manovre di corridoio.

Il Conclave: regolato dalla costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, con cui i cardinali riuniti e rinchiusi (cum clave, appunto) nella Cappella Sistina eleggono il Pontefice, il capo di tutta la cristianità, ma anche quello che si avvicina più di tutte alla figura di sovrano assoluto. Un rito antico, complesso, mutato nel corso dei secoli. Un trono da riempire, tante anime da traghettare verso domineddio. Lo Spirito Santo illuminerà anche le menti dei  cardinali, ma il vero motore sono le correnti, gli umori e le speranze delle varie fazioni. Per dirla come Gaber: anche se i traffici loschi della Santa Sede sono parte integrante dei misteri della Fede…

 

Il libro: alla morte dell’ultimo Pontefice (che nei discorsi dei prelati ricorda da vicino Bergoglio), lo stanco cardinale Lomeli, in qualità di decano del  Sacro Collegio dovrà guidare il Conclave e far osservare tutte le norme per la corretta elezione del nuovo Papa. Lui stesso non è proprio un fiore, visto che i rapporti col defunto Papa si erano raffreddati perché questi gli aveva respinto le dimissioni dagli incarichi per fare i conti con la sua crisi spirituale. Nonostante questo, Lomeli sa il Conclave si gioca su quattro cardinali papabili: il progressista e amico Bellini, l’altero canadese Tremblay, l’africano pasciuto Adeyemi e il rigido conservatore Tedesco. Ma siccome le vie del Signore sono infinite e misteriose, il Conclave inizierà con l’arrivo a sorpresa del cardinal Benitez, nominato in pectore dal Papa, quasi ad insaputa di tutti; e man mano che gli scrutini si succederanno, su ogni candidato, si scoprono gli altarini: chi maneggia, chi pascola troppo le pecorelle smarrite, chi è debole, chi vorrebbe il trono a tutti i costi e chi viene colto da voti a sorpresa…

Il romanzo è un godibile thriller quasi liturgico nello scandire i rituali dei Cardinali e degli scrutini. Niente suspense a base di morti ammazzati, niente piste gialle,  ma tante manovre di corridoio e molti segreti. L’attesa e le pagine scorrono proprio nell’attesa di scoprire chi sarà Papa, nello scoprire le carte delle varie fazioni, tra poca vera fede e tante false cortesie, dove lo Spirito Santo, se c’è, è uscito quasi subito.

Girato fra Cinecittà e l’abituale controfigura degli interni Vaticani (la Reggia di Caserta), il film di Edward Berger centra l’obiettivo, seguendo il romanzo quasi alla lettera , dando al film l’atmosfera di intrigo e mistero. Il Cardinale decano Lawrence (Ralph Fiennes, anglicizzato), è un prelato dimesso anche se il sex appeal da Uccelli di rovo ce l’ha, e che come la sua controparte letteraria dovrà gestire il Conclave insieme l’amicizia e supporto al cardinal Bellini (Stanley Tucci, tormentato e sfaccettato), e l’antipatia per il gelido Tremblay - interpretato da un John Lithgow stronzo quanto serve e che probabilmente allude a certi curiali che hanno avuto divergenze con Papa Francesco – e il Cardinal Tedesco di Sergio Castellitto, tanto volpone, quanto intransigente. E nel mezzo, invisibile ma onnipresente, a vigilare su tutti, la suor Agnes di Isabella Rossellini.

Quello che rende Conclave un bel film è proprio l’atmosfera che si respira, fra aromi di incenso e vesti talari, fra il sacro e il profano. Dio chiama a sé i migliori, e ad eleggere il Papa rimangono i peggiori. Ma c’è sempre speranza…

Infatti il film è stato benedetto di premi agli Oscar 2025: Miglior film, miglior attore (Fiennes), miglior attrice non protagonista (Rossellini), sceneggiatura non originale, colonna sonora,  costumi, montaggio, scenografia.

Deo Gratias.

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