sabato 19 aprile 2025

BLACK MIRROR - STAGIONE 7 (2025)

 

 

 

 

...Black and blue…and who knows which is which and who is who…

 

 

 

Settima stagione di sei episodi per la serie che anticipa e preconizza i nostri rapporti con l’attualità e la tecnologia. Quella che lo fa con palate di cinismo e ci riflette nel modo più oscuro, più pessimista e forse più reale. In una parola, un futuro NERO, come lo schermo specchiante; quello dei cellulari, dei PC, dei tablet. Ma anche della TV. Quellp che ci dice ciò che siamo; esseri umani.

Signore e Signori, parliamo della nuova stagione di Black Mirror, la serie britannica antologica creata e prodotta da Charlie Brooker, che potete trovare comodamente su Netflix, logo rosso su schermo nero. Non spaventatevi, è normale, hanno pure fatto un episodio a tema.

Dopo l’ultima stagione, non proprio eccelsa (diciamo che del franchise aveva solo il titolo, e il primo episodio, Joan is Awful; i restanti sembravano avanzi dai Racconti della cripta) ecco un cambio di rotta verso lidi più pertinenti. Ritorno a casa, dunque.

Anzi, l’aria è proprio quella: voler creare variazioni sugli episodi delle stagioni passate, con le strizzate d’occhio ai fan più scafati. Come se gli sceneggiatori (o l’algoritmo che ne fa le veci, avessero pescato da spunti o idee passate o modificate in corso di scrittura per creare questa nuova stagione, più secondo i gusti del pubblico. In effetti, un tema sotterraneo – o un convitato di byte fate voi  -  è proprio l’AI, e l’(ab)uso con cui ci circondiamo di fantasie, creando le foto in stile studio Ghibli o il reel col corpo di qualche star o interi universi.

Non voglio fare il boomer pronto per il cantiere (virtuale), ma è proprio questo il contesto attuale che scorre parallelo alla serie, generando essere sempre il marchio di fabbrica.                                                    E la settima stagione ce lo conferma.

Si parte con un l’angosciante Gente comune: operaio lui, maestra lei: Quando a lei viene diagnosticato un tumore al cervello, lui accetta una terapia sperimentale che permette di sostituire la parte cerebrale malata con un backup. Sarà come avere un software che ha bisogno di aggiornamenti, piani tariffari, ricarica e pacchetti base sempre più costosi. Allegro come un minatore di lunedì. Da non vedere se vi sentite tristi…Buon inizio serie, episodio che fa capire che i binari sono quelli di sempre.

Bète Noire: Maria sviluppa cioccolato per l’azienda Ditta. Sembra in rampa di lancio, finché non appare l’ex compagna del liceo Verity, che sembra volutamente irritarla con le sue maniere innocenti e con errori che solo Maria sembra fare, forse per della ruggine passata fra loro…Episodio numero due, più rilassato, che pur avendo la premessa telefonata fin dall’incontro fra le due ragazze, lascia la curiosità di capire dove andrà a parare.

Hotel Reverie: l’attrice nera Brandy Friday accetta di partecipare al remake di un vecchio film di Hollywood anni ’40, con una nuova tecnica immersiva che le permetterà di calarsi dentro il film originale, dove gli attori sono coscienti solo della realtà del film e lo script va rispettato. Ma esistono le ragioni del cuore anche fra donne… In pratica, La Rosa Purpurea del Cairo incontra San Junipero. Forse il migliore del lotto, un mix dolente e dolce che centrifuga idee all’episodio natalizio del 2014 e una Emma Corrin che allude a Greta Garbo. Il finale lascia il sorriso amaro.

Plaything: il nerd timido Cameron viene arrestato per tentato furto, ma in realtà è sospettato di omicidio. In realtà è portatore di un messaggio sviluppato tramite un software  di esserini pucciosi a metà tra Sims e tamagotchi. Il più rigoroso nell’applicare la filosofia dello schermo nero con Will Poulter nel ruolo dell’informatico esaurito, ormai già marchio di fabbrica.

 Euology: all’anziano Paul Giamatti viene chiesto se vuole partecipare alla scrittura per orazione funebre di una sua ex fidanzata, visualizzando i ricordi tramite immersioni nelle vecchie foto. Ma la storia tra di loro non era finita bene, tra incomprensioni e non detti…Una seconda battuta dopo l’Hotel hollywoodiano, su una storia d’amore, tema che riesce a fare male quasi quanto la tecnologia, e soprattutto grazie ad essa. In tempi in cui non c’erano cellulari et similia, le foto e gli oggetti erano tutto. E a volte non bisognerebbe aprire il vaso dei ricordi… Giamatti è un ottimo cane bastonato, un anziano rancoroso verso l’amore perduto e l’occasione passata. Poetico e catartico. Come dice il titolo, una celebrazione.

USS Callister to Infinity è il vero ritorno a casa: sequel dell’episodio eponimo della quarta stagione, riprende dal finale e crea un lungometraggio di novanta minuti per raccontarci le vicende dell’equipaggio che strizza l’occhio a Star Trek e che finisce con un omaggio a…Salto nel buio. Doppie, triple dimensioni, l’episodio trasuda amore per il fandom nerd e gli usi della realtà virtuale.

Non la stagione più brillante (il titolo spetta alla terza secondo me), ma se non altro piena di easter eggs, che data pure la Pasqua, ci stanno bene. Prendetelo come un uovo di cioccolata piena di sorprese gradite. Ovviamente, 100% Black.

Consigliata.

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