James Ashcroft
What a drag is getting old…
Direttamente dalla Nuova Zelanda, su Shudder, o i vari corsi d’acqua alternativi, arriva questo horror geriatrico-psicologico. Oookay, direte voi, che vuol dire? Sfide di scacchi all’ospizio fra Dario Argento e Lamberto Bava? Naaah, abbiamo due giganti come Geoffrey Rush e John Lithgow a battagliarsi all’RSA.
Eh sì, perché Rush è Stefan Mortensen, un maturo e inflessibile giudice che durante un’udienza ha un ictus che lo lascia paralizzato dalla parte destra del corpo, ma sempre col cervello tagliente e acceso. Essendo solo, e sapendo come funziona la sanità made in USA, in attesa di poter tornare a casa e recuperare il controllo del corpo, trascorre le giornate in un ospizio, sempre con l’atteggiamento tagliente (ma diciamo pure stronzetto) che aveva in tribunale. Ma c’è una tortura peggiore delle sedute di fisioterapia e di visite neurologiche: Dave Crealy (Lithgow), un degente di lungo corso che gira con un bambolotto attaccato al braccio – Jenny Pen del titolo – con cui fa le vocine e si comporta da padrone assoluto. Di notte vaga per le stanze, seviziando e umiliando i vari ospiti, costringendoli fra le altre cose a baciare il derrière della bambola. Nessuno lo denuncia, lo staff anzi scambia certi suoi comportamenti per demenza senile. Ma Stefan non ha intenzione di sottostare alle regole di Jenny Pen…
Tratto da un racconto di Owen Marshall il film riesce a essere una piccola gemma di cattiveria in mezzo a diverso piattume che gira ultimamente. Sarebbe lo stresso senza i due grandi nomi? No, perché Lithgow è perfettamente a suo agio nei panni del bullo geriatrico, e nessun’altro potrebbe rendere la sua patologia così asciutta. E Rush, beh, lui è talmente rigido e umano da mostrare tutta la gamma delle emozioni sotto la maschera dell’invalidità. C’è l’aria malinconica e deprimente delle RSA e della senilità come in Remember (senza nazi però) e lo status un po’ straniante di Bubba Ho-Tep (ma senza Elvis e le mummie egizie). E poi c’è Jenny Pen, il bambolotto dalle pupille vuote che a tratti ha un’aura demoniaca da fare ciao ciao a tutte la varie Annabelle e compagnia baloccante. E poi dura un’ora e mezza scarsa, il che concentra tutto senza inutili filler. Anche perché le luci si spengono presto e saprete dire chi comanda…? Jenny Pen, bravi. Ora baciate il suo sederino…
Molto consigliato.

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