domenica 12 ottobre 2025

ABRAHAM’S BOYS: A DRACULA STORY (2025)

 

Natasha Kermani

     

          ...Son, she said have i got a little story for you... 

  

L’eredità dello Zio Steve si allunga; il passaggio generazionale affonda le sue unghie invisibili, come le ombre della notte, la creatività si trasmette da papà King a figlio più talentuoso, Joe Hill come un germe, anzi no: una minaccia impalpabile, invisibile e latente.  Eppure, inevitabile. Ma auguriamo ancora molti anni (e libri) allo Zio, e affrontiamo il passaggio in modo graduale.

Il fatto che quest’anno escano ben due titoli che portano la firma di Joe, in mezzo a trasposizioni e rifacimenti non richiesti di papà Steve è indicativo.  Se poi aggiungiamo che entrambi i film sono tratti dall’antologia di raccontini Ghosts (e uno è il sequel di Black Phone)…Beh vuol dire che Hollywood sta cavalcando il potenziale di King Jr. con tutto il corollario generazionale.

Abraham’s Boys è un what if di Dracula, un raccontino asciutto e affilato come i paletti del dottor Van Helsing, che dopo i fatti del libro si è trasferito in California, ha sposato Mina Murray e ha avuto due figli: Max e Rudy. La famiglia conduce una vita tranquilla, austera e con qualche scricchiolio, dato che sembra che il passato voglia bussare alla porta dei Van Helsing e Mina si fa più pallida e nervosa…

Su Shudder, da luglio troviamo il film, che segue fedelmente l’andazzo del racconto: 1915, diciott’anni dopo la morte di Dracula, in una California agreste che la fotografia inonda di luce calda al giorno tipo La casa nella prateria e dai toni verdastri al tramonto, Van Helsing (gli occhi glaciali di Titus Welliver) conduce una vita isolata da tutto con la moglie Mina (Joceline Donahue) e i due figli Max e Rudy. L’uomo ha impartito una rigida educazione ai figli, insieme agli avvertimenti sui “demoni” che lui e Mina hanno affrontato a Londra quasi vent’anni prima. La tranquillità precaria si incrina con l’arrivo di una squadra di uomini venuti nella valle a tracciare il percorso per la nuova ferrovia e un’oscura minaccia che sembra arrivare dall’oceano e osservarli. Ma cosa fa tutto il giorno il dottore nel suo studio?

Abraham’s Boys è un film sull’attesa, sulle colpe dei padri. Il gotico vittoriano è bell’andato, il perbenismo quacchero della frontiera americana ha preso il sopravvento. Mina e Abraham sono l’American Gothic del dipinto, tra il vecchio e il nuovo mondo che si fa sempre più (troppo) stretto per il severo prof,  gente con traumi mai superati. Scordatevi i Van Helsing paterni di Peter Cushing o mezzi stregoni buffi di Anthony Hopkins. Welliver, dai capelli bianchi e corti, il volto rasato e gli occhi freddi come un fiordo alle due del mattino è un Van Helsing un predicatore puritano e rigido. Lui è la ragione, fredda e brutale, lui è la fede e chiede ai figli proprio quella: credete in me, senza discutere. Ma se la fede fosse un’altra parola che inizia sempre per f…? E’ quello con cui dovranno fare i conti i figli, Max, primogenito più buono e Rudy, più piccolo ma più furbo, vedi la lezione sull’impalamento dei vampiri. Quanti dubbi e sospetti. Ma la fede non si discute, è come il padre…O sì?

Mina è una donna sospesa tra bellezza e volizione che stanno sfiorendo, e la sottomissione e la disperazione che incombono.  Una Isabelle Adjani che è sopravissuta a Nosferatu (omaggiata della scena del pipistrello che entra in casa) pudica eppure stanca.  “Ho sempre voluto una figlia.” Confessa esausta a Max, una notte che lui la sorprende a rimuginare in crisi. Ed è quasi una figura edipica per il figlio, visti gli incubi in cui la vede abbandonarsi a Dracula, visioni disturbanti che vanno rimosse in fretta come sogni sgraditi.

Natasha Kermani scrive e dirige rimanendo fedele al racconto e stando nel format di 89 minuti che scorrono gocciolando fra le giornate assolate e immobili e le notti verdastre, fra il bianco della casa da fuori e gli interni scuri, fra silenzi della prateria e i tonfi di martellate. Joe Hill è anche produttore esecutivo e vigila sulla storia come un’ombra invisibile sulla storia. A Dracula story.

Consigliato.

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