Matt Bettinelli-Olpin, Tyler Gillet
Hide and seek
Oh, you won't catch me around here
Blood and tears (Hearts)
They were here first
Volevo scrivere di qualcosa a tema Pasquale (anche se mi chiamo Enrico), tipo rivedermi L’ultima tentazione di Cristo, ma poi ho pensato che l’argomento l’avessero affrontato altri molto meglio di me, a cominciare dai Vangeli; giusto per sentirmi umile. Così ho recuperato questo filmetto del 2019 – quindi l’età dei Vangeli per il calendario di Internet – che avevo snobbato, e devo dire ingiustamente; colpa dei trailer. Anche perché alla notizia che è uscito il sequel, dovevo recuperare.
E mi sono divertito.
Grace (Samara Weaving) sposa Alex Le Domas, rampollo di una famiglia di imprenditori di giochi da tavolo che è tornato in famiglia dopo due anni di assenza. Ma la prima notte di nozze, in villa coi parenti, lui la informa che, da tradizione lei dovrà fare un gioco coi parenti, ora che è parte della famiglia. Quale? Grace dovrà pescare una carta da una scatola vinta al misterioso signor Le Bail dall’avo Le Domas, la quale decreterà il tipo di gioco. Può essere scacchi, carte ed altre amenità…ma esce nascondino.
Quello che Grace non sa è che non è un semplice nascondino, dove si fa tana. Dovrà nascondersi per evitare di essere ammazzata dal parentado. Tutti, ma proprio tutti la possono tradire. Perché?
La risposta è nell’accordo fatto dal bisnonno col signor Le Bail. Spoiler: provate ad anagrammarlo.
Novanta minuti (merce rara!) di commedia nera con una buona dose di horror, in pratica i meccanismi che Olpin-Tyler applicheranno sei anni dopo ad Abgail. Una storia che parte con un mood e ne diventa un altro, fra momenti di black humor (tutte le cameriere morte male per mano dei parenti mentre cercano di denunciare Grace) e ritmo, tensione e sangue e morti ammazzati. Samara Weaving è protagonista e final girl 2.0, già iconica con l’abito nuziale sbrindellato e converse, che per arrivare in fondo dovrà patire tanto, ma tanto (compresa ritrovarsi una mano perforata), e altrettanto determinata a restare viva.
Il titolo italiano azzecca lo spirito, anche se quello originale rende più l’immediatezza ludica del progetto.
Fra servitù sociopatica (il maggiordomo Stevens sarebbe stato perfetto un David Cronenberg), parenti sciroccati, glaciali e menefreghisti, dove non puoi fidarti nemmeno dai bambini disposti a tutto pur di conservare il loro status quo di riccastri (in pratica qualsiasi famiglia) il divertimento è assicurato. Intrattenimento allo stato brado, ideale per una serata di disimpegno e una sghignazzata.
Nel cast anche Andie McDowell nei panni di mamma Le Domas per un ideale passaggio di consegne fra donne che riesce ad essere sciccosa e glaciale.
Resta una sola domanda: adesso quali patimenti si saranno inventati per Samara?
Lo scopriremo in sala. Correte a nascondervi, su.
Consigliato

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