sabato 12 aprile 2025

THE SHROUDS - SEGRETI SEPOLTI (2025)

                   

 

               ...See my heart I decorate it like a grave ...

 

 

 

Giovedi sera, cinemino del centro storico; pochi spettatori, poltrone più scomode di un volo low cost, sembriamo un emiciclo di parenti in attesa del notaio che aprirà il testamento.

Si tratta proprio di un testamento, e il notaro ed esecutore ha il volto gelido e canuto di  David Cronenberg. Il film, il suo legato lapidario e sepolcrale.

Se conosci Cronenberg, sai cosa aspettarti: carne, mutazione, eros, thanatos, tuttio sotto una luce algida e fredda, eppure elegante.

Karsh (Vicent Cassel) è un imprenditore vedovo da 4 anni di Becca (Diane Kruger che sosatituisce Léa Seydoux ) e proprietario di Grave Tech, un cimitero con ristorante annesso: lì, grazie a lapidi  che sembrano dei cellulari mortuari è possibile connettersi e osservare, monitorare la decomposizione dei propri morti in tempo reale grazie a dei sensori collegati ai loro sudari. Karsh, vive il lutto in questo modo, fra visite a Grave Tech e la compagnia della cognata gemella di Beecca, Terry (sempre Kruger), e l'avatar Hunny che parla e risponde come la defunta (Kruger-tris) incapace di andare avanti emotivamente. 

Mentre si appresta a varare il franchise dei sudari in altri paesi, Karsh scopre delle strane escrescenze all'interno del setto nasale della moglie. Radiazioni dei sudari? Che c'entri il medico che aveva in terapia Becca? L'indagine purtoppo verrà distratta dalla profanazione di alcune lapidi, tra cui quella di Becca. I cavi vengono recisi e il sistema viene hackerato, impedendogli di vedere il corpo. Ambientalisti contrari alla thanato-sorveglianza? Oppure cinesi e russi che vogliono controllare telematicamente le persone?  Che c'entrino i sogni in cui Karsh il corpo nudo e sempre più mutilato di Becca? O è qualcuno di vicino a lui?

Cronenberg ci parla del lutto e delle (mancate) fasi di elaborazione: il suo, per la moglie Carolyn Zeifman, scomparsa sette anni fa.

Cassel, al loro terzo film insieme, è l'avatar del regista (che gli fa rallentare la parlata per renderlo più simile al suo "torontino"), secco e dai capelli bianchi che si muove fra corpi ormai andati e vivi che cercano un contatto con lui.

Forse è il film definitivo del regista (anche se gli auguriamo di farne ancora), la summa di tutto il suo cinema: la  riflessione sull'ultimo confine con i suoi sudari tecnologici e le lapidi che sembrani dei Tardis, il nostro fa il passo successivo rispetto a Zeder di Avati e la sua telecamera indifferente alla resurrezione. Qui l'occhio dell'ex studente di medicina squarcia il velo della morte in senso unico, mostrandoci la putrefazione del corpo senza dimenticare la evoluzioni cerebrali dei suoi ultimi lavori, da Spider in poi: complotti, follia, sogni e realtà; tutti prodotti dal corpo umano, come escrescenze.

In pratica è la versione necrofila di La donna che visse due volte, con l'eros ritrovato nel corpo identico di Terry e nel sesso con la non vedente Soo-min Zabo e l'ombra della defunta Becca, sempre presente come...un sudario.

E' come se Cronenberg in una sua personale filosofia avesse sostituito le fasi del lutto, negazione, rabbia, contrattazione, depressione e accettazione, a quelle della morte. Pallor, Algor, Livor, Rigor, Decomposizione...Chapeau, Maestro.


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