Andrea Mungello (Eclissi Edizioni)
Una fontana d’ottone che zampilla sangue dal rubinetto in un cimitero dal vialetto curato; le tombe illuminate dalla luce morbida del tramonto. E’ bastata la copertina a farmi acquistare il libro a bara - pardon, scatola- chiusa. Carmentalia di Andrea Mungello, edito dalla Eclissi Edizioni.
Sette storie, sette vite e altrettante tessere di un mosaico che si sfiorano a tratti - come accade anche nella vita – fra i viali del cimitero di questa città, in un angolo quasi nascosto del campo santo, una piccola isoletta all’ombra della quercia dove c’è questa fontana la cui acqua ha una sorgente molto particolare…la Camena. Un’antica divinità romana ormai caduta nel dimenticatoio, vegeta fra fame e ricordi in un pozzo umido assieme ai suoi figli parassiti, i quali possono risalire attraverso il tubo e ogni volta che qualcuno apre il rubinetto per berne o sciacquarsi, questi vermicelli si fanno strada nel cervello dell’ospite con un piccolo do ut des:un bagliore di gloria e creatività prima di divorati l’anima…
Marcio, disperazione, dolore, orrore, lampi di genio, frenesia venefica di creare: il nostro quotidiano, piccoli brandelli di cibo che compongono i sogni della Camena, ma anche una lucida e spietata fotografia dell’esistenza umana. Mugello è bravo a raccontare il nero delle vite troncate dai dolori e dalle tare –siamo fatti così, inutile negarlo - e usarlo come contrasto per dipingere i colori del cimitero con tutta la sua pace raccolta, fra cipressi, fiori e lapidi. Da amante dei luoghi ho molto apprezzato, sentendo lo scricchiolare della ghiaia sotto i piedi, il lezzo dei fiori e l’aroma della terra. Ho visto le vedove e i funerali anche se ero comodamente seduto in casa. Però non guarderò più le fontane allo stesso modo.
Ho partecipato al dolore cocente del fioraio omosessuale costretto all’esilio dai retrogradi, pensando che fosse il protagonista della storia (ancora convinto che fosse un romanzo), per ricevere il primo twist plot con la disperazione terminale di Davide e Caterina, lui con un piede già nella fossa a causa di un cancro. Poi sono rimasto ammutolito come il ragazzo voyeur dalla ballerina che si sfracella giù dal terrazzo; ho condiviso il lutto etilico del padre che perde la figlia – e che chiuderà il cerchio di storie in modo deliziosamente ambiguo – e ho adorato il timido chitarrista di Canta per me, dove Mugello attraverso la prima persona della Camena scrive l’episodio migliore del libro, che monta come un’intro dimessa di chitarra (come il protagonista) e si apre man mano che la narrazione va avanti. Ma sono di parte, ho vissuto il mondo del backstage in modo molto simile al batterista del racconto. Infine ho inalato l’egoismo presbite delle coppie che non funzionano, dove c’è sempre qualcuno di troppo, una Musa capricciosa di nome Arte…
Carmentalia è uno scrigno di vermetti che brulicano fra le pagine ora più aulici, ora più spediti, ma che raccontano tutti la stessa trama, tutte rifrazioni della stessa faccia. La Madre, la Camena. Sua maestà l’Ispirazione, la febbre che brucia come un lumino fra le tombe.
Consigliato.

Ciao, sono Andrea, l’autore. Ci tenevo a ringraziarti per le belle parole e il tempo dedicato al mio lavoro, sono contento siano arrivati i messaggi di fondo.
RispondiEliminaBel blog!
Ciao Andrea, è stato un piacere leggerti. Capisco la soddisfazione di vedersi letti e apprezzati. Felice che il blog ti piaccia, buttaci un occhio quando hai voglia (ma poi riprenditelo ;) )
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