domenica 8 febbraio 2026

CUORE CAPOVOLTO - ROMANZO

 

 

 


Paola Barbato, Neri Pozza Editore

 

Tu non sei un mostro, non sei senza cuore. Lo nascondi soltanto, lo capovolgi, come, hai presente? le persone che hanno gli organi invertiti.

 

Vorrei iniziare con un’ovvietà, una frase fatta ma non per questo più rassicurante: Paola Barbato è una garanzia. Ogni suo romanzo infatti, tasta il polso della realtà in cui viviamo e la diagnosi è tanto sincera quanto nefasta: è tutto nero, siamo tutti mostri appena ne abbiamo l’occasione e il più colorato c’ha delle belle sfumature di grigio. Non si scappa, garantito. C’è cura? Forse, ma Paola è la radiologa, non la medicina nonostante i suoi ricci azzurri. I suoi romanzi sono referti, ma anche ricette: abbiamo bisogno di almeno un suo romanzo ogni tot tempo.

Lo scorso autunno è uscito l’ultimo referto, pardon, romanzo Cuore Capovolto, secondo lavoro per la Neri Pozza de La torre d’avorio, un thriller grottesco e mosaico di donne con cui Paola si è aggiudicata il premio Nebbia Gialla e anche questa volta l’autrice scava nelle ombre peggiori: quelle dentro di noi.

 

Alberto Danini è un poliziotto informatico: non spara, non arresta, non è neanche un Adone (anzi  ha persino qualche chilo di troppo e perde i capelli), ma è il migliore nell’unità SCO, l’unità a difesa delle “figure fragili”: in pratica ogni giorno si finge un adolescente in Rete, parla come loro, pensa come loro. Li osserva, li studia e li emula mentre perlustra il web a caccia di predatori.

Quando gli plana sulla scrivania quello che sembra essere il caso di un tredicenne finito in una rete di pedofili, Alberto nota che qualcosa non torna. Il forum che il ragazzo frequentava, La rete dei Cuccioli si rivela essere un abisso pieno di fantasmi con più livelli fatto desideri e missioni, scambi e di favori, di crediti e debiti…E tutto dietro all’anonimato di un nickname e di quanto sei disposto a fare per il tuo pulcino, criceto, gattino.

E qui scatta il genio di Paola. Come una prestigiatrice svela un pezzo per volta, rivelando dei giochi di specchi che portano ad una verità di fondo tanto semplice, tanto lineare, ma altrettanto amara: noi siamo i mostri, nascosti nell’ombra della Rete, dove ci nascondiamo dietro la maschera di uno username, senza capire che ci stiamo scoprendo davvero.

In mano ad altri, la trama avrebbe svoltato verso una “caccia al tesoro” di indizio in indizio come nei thriller à la Dan Brown, ma è qui che Paola mostra la sua bravura nello scavare nella psiche delle persone, nello svelare la banalità del male e le miserie del quotidiano, facendo salire la tensione e lasciandoti l’amaro in bocca alla fine. Un esempio senza fare spoiler:  tanto lineare, quanto disarmante la genesi della Rete dei Cuccioli, ed è solo una delle tessere del puzzle, ma ti colpisce come una stilettata.

Il viaggio di Alberto è un viaggio di letture nell’animo delle persone, compreso lui stesso. Dovrà andare contro sé stesso, le proprie convinzioni, il marito perfettino ma gelido Emanuele - il personaggio più riuscito e che stempera la tensione nelle pagine in cui compare -, così amante del controllo eppure così genuino nel rapporto con Alberto; litigano e si battibeccano  e non possiamo fare a meno di riconoscerci nei loro meccanismi di coppia.

Paola ha preso frase di Marquez: ognuno di noi ha una vita pubblica, una vita privata e una vita segreta, l’ha glassata di nero facendo emergere quanto sia vero e chiedendoci se ne vogliamo ancora.

La risposta è sì.

Da avere nella propria libreria, magari assieme a La Torre d’Avorio. Evviva le certezze: abbiamo tutti il cuore capovolto.

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