domenica 24 maggio 2026

I PECCATORI (2025)

 


 ...Got my mojo workin', but it just won't work on youI wanna love you so bad, I don't know what to do...

 

Ryan Coogler

 

Finalmente l’ho recuperato.

Due ore e un quarto di film che ha ricevuto 16 nomination per gli Oscar. Sedici.

E due li ha portati a casa: miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale.

Un film che è Horror/Thriller/Drama/Black. A  Hollywood qualcosa si muove e non possiamo che esserne felici.

I peccatori è ambientato negli anni trenta nel Delta del Mississippi fra campi di cotone, negritudine (si può dire senza essere offensivi?), gangsters, Bibbia e Blues. E vampiri, sì proprio loro.

 

Nel prologo un giovane di colore lacero e coperto di sangue e col manico di una chitarra spezzata, entra in una chiesa durante a messa. Flashback del giorno prima: due fratelli gemelli, Stake e Smoke Moore (Michael B. Jordan in un doppio ruolo tanto da meritarsi l’Oscar), veterani della Grande Guerra e gangsters, tornano da Chicago al paesino natio, per aprire un juke joint per i neri del posto: cibo, vino, musica e balli.

Reclutano il loro cugino suonatore di chitarra, bluesman esperti, cuochi e quant’altro (ovviamente della comunità nera e asiatica).  Inaugurazione: quella stessa notte. E non mancano neanche ex fiamme bianche che vorrebbero riallacciare un rapporto.

La festa sembra filare liscia, se non fosse per l’arrivo di tre bianchi (due uomini e una donna) che vorrebbero unirsi alla compagnia e chiedono il permesso di entrare. Sarà una lunga notte…

Davvero notevole:I Peccatori  si prende tutto il tempo per raccontare la storia con una scansione quasi aristotelica: mattina/pomeriggio/tramonto e sera introducendo tutti i personaggi per una storia corale per una cottura a fuoco lento senza perdere un briciolo di interesse e di verità. Razzismo, contrabbando, l’ombra del Clan, le piantagioni, la campagna. Vediamo le trame intrecciarsi, costruirsi, i non detti e tanta, tanta musica: blues: bluegrass, pianoforte, dobro guitar e armoniche. Le canzoni non sono intermezzi, ma parte integrante della storia, l’anima nera dei personaggi  - e il Blues è la madre di tutta la musica – e dei Neri.

E poi arrivano i vampiri. 

D’accordo, il paragone con Dal Tramonto all’Alba di Rodriguez/Tarantino è inevitabile, ma i due film condividono solo la struttura. Per Rodriguez i vampiri del c****o (cit) arrivano a metà film con un inversione a U della storia, quasi di punto in bianco, cambiando il ritmo da Thriller Disperato ad ammazza vampiri  in salsa tex mex e tanta tamaraggine.

Qua invece vengono introdotti dopo tre quarti d’ora (più il prologo) e diventano parte integrante man mano che le loro fila si ingrossano, in una lotta di sopravvivenza, che inizia in modo sottile fra richieste di entrare ( e lo spettatore frigge: “dài, non farlo entrare, non vedi che non è lui?!”) e numeri musicali (aridaje) di ballate folk irlandesi, che cantano all’unisono, come se fossero un’unica entità, quasi uno scontro di culture, umane e vampire, bianchi e neri.

Una guerra fra mondi, fra fratelli, fra musiche, fra cultura, giorno e notte, dove il peccato è quello di avere una pelle più scura o di aver scelto uno stile di vita che niente potrà redimere. E' peccato amare, è peccato essere vampiri, è peccato il Blues. E' peccato non aver timore del Peccato.

Il blues è la musica del Diavolo, il Delta il luogo dei sortilegi.

Se danzi col diavolo, prima o poi ti seguirà a casa…

E c’è spazio per una coda interessante mentre scorrono i titoli di coda appunto.  

Due ore, ma filano per una storia che è un romanzo filmico (ed ecco il secondo Oscar), da guardare, leggere in tutti i piani, fra spazi bianchi e le righe nere come la notte e i  protagonisti.

Da vedere, Perché non ha paura di osare.

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I PECCATORI (2025)

    ...Got my mojo workin', but it just won't work on you I wanna love you so bad, I don't know what to do...   Ryan Coogler  ...